Via del Correggio 22

63074-San Benedetto Del Tronto (AP)

Lun-Ven 9:30 - 13:00 , 16:30 - 19:30

Sabato:CHIUSO , Domenica:CHIUSO

News

Comments Box SVG iconsUsed for the like, share, comment, and reaction icons

📍Tʀᴀᴅɪᴍᴇɴᴛᴏ ᴀɴᴄʜᴇ ᴍᴇᴅɪᴀɴᴛᴇ ɪ sᴏᴄɪᴀʟ
In estate, si sa, le occasioni di evadere dalla routine quotidiana di coppia sono maggiori, anche se, ormai, con l’uso dei social network, le possibilità di “aprire gli orizzonti delle proprie conoscenze “ sono a portata di mano, anzi di click, in qualsiasi periodo dell’anno... e si ricordi che pure la frequentazione virtuale, quando ha contenuti di relazione affettiva, può costituire, secondo la giurisprudenza di legittimità, motivo per la pronuncia di addebito della separazione per la violazione dell’obbligo di fedeltà, che si assume con il matrimonio ex art.143 c.c. Anzi, addirittura basta la ricerca di relazioni extraconiugali tramite internet, secondo Cass. I sez. civile , sent.16 aprile 2018 n.9384, per compromettere la fiducia tra i coniugi : “ La condotta del marito, intento alla ricerca di relazioni extraconiugali tramite internet, integra una violazione dell’obbligo di fedeltà ex art.143 cod.civ, in quanto costituisce una circostanza oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione”.

L’addebito è una pronuncia accessoria del Tribunale nella separazione giudiziale, che può essere richiesto ex art. 151 comma 2 c.c. dal coniuge tradito a carico di quello traditore e dà luogo a conseguenze che incidono sul piano economico e patrimoniale, come l’esclusione del diritto al mantenimento ( anche in caso di assenza di reddito proprio), la privazione dei diritti ereditari ed anche della possibilità di ottenere la pensione di reversibilità, qualora spettante. Una sanzione pesante, quindi, che richiede da parte del Giudice un approfondimento accurato nella causa. Ma ci sono casi in cui anche un tradimento palese, magari provato con tanto di dossier dell’investigatore privato, non può determinare la pronuncia di addebito. Ad esempio quando la relazione matrimoniale risulta essere già compromessa prima dell’insorgere di quella extraconiugale, ovvero quando il coniuge tradito abbia già tollerato in passato comportamenti “disinvolti “ del proprio compagno. Chi e’ a conoscenza dei tradimenti e lascia correre, quindi, potrebbe perdere la possibilità in futuro, qualora tale condotta fosse reiterata, di ottenere la pronuncia di addebito a carico del traditore. La Corte di Cassazione con la recente ordinanza n. 16691 del 5 agosto 2020 ha infatti rigettato la domanda di addebito proposta da una moglie per i plurimi tradimenti del marito.

Ovviamente la separazione viene sempre concessa dal Tribunale in questi casi, ma senza riconoscere al coniuge che tradisce la responsabilità del fallimento del matrimonio e, quindi, pronunciare l’addebito. #studiolegalecenerig
... Leggi di piùLeggi di meno

📍Tʀᴀᴅɪᴍᴇɴᴛᴏ ᴀɴᴄʜᴇ ᴍᴇᴅɪᴀɴᴛᴇ ɪ sᴏᴄɪᴀʟ
In estate, si sa, le occasioni di evadere dalla routine quotidiana di coppia sono maggiori, anche se, ormai, con l’uso dei social network, le possibilità di “aprire gli orizzonti delle proprie conoscenze “ sono a portata di mano, anzi di click, in qualsiasi periodo dell’anno... e si ricordi che pure la frequentazione virtuale, quando ha contenuti di relazione affettiva, può costituire, secondo la giurisprudenza di legittimità, motivo per la pronuncia di addebito della separazione per la violazione dell’obbligo di fedeltà, che si assume con il matrimonio ex art.143 c.c. Anzi, addirittura basta la ricerca di relazioni extraconiugali tramite internet, secondo Cass. I sez. civile , sent.16 aprile 2018 n.9384, per compromettere la fiducia tra i coniugi :  “ La condotta del marito, intento alla ricerca di relazioni extraconiugali tramite internet, integra una violazione dell’obbligo di fedeltà ex art.143 cod.civ, in quanto costituisce una circostanza oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione”.

L’addebito è una pronuncia accessoria del Tribunale nella separazione giudiziale, che può essere richiesto  ex art. 151 comma 2 c.c. dal coniuge tradito a carico di quello traditore e dà luogo a conseguenze che incidono sul piano economico e patrimoniale, come l’esclusione del diritto al mantenimento ( anche in caso di assenza di reddito proprio), la privazione dei diritti ereditari ed anche della possibilità di ottenere la pensione di reversibilità, qualora spettante. Una sanzione pesante, quindi, che richiede da parte del Giudice un approfondimento accurato nella causa. Ma ci sono casi in cui anche un tradimento palese, magari provato con tanto di dossier dell’investigatore privato, non può determinare la pronuncia di addebito. Ad esempio quando la relazione matrimoniale risulta essere già compromessa prima dell’insorgere di quella extraconiugale, ovvero quando il coniuge tradito abbia già tollerato in passato comportamenti “disinvolti “ del proprio compagno. Chi e’ a conoscenza dei tradimenti e lascia correre, quindi, potrebbe perdere la possibilità in futuro, qualora tale condotta fosse reiterata, di ottenere la pronuncia di addebito a carico del traditore. La Corte di Cassazione con la recente ordinanza n. 16691 del 5 agosto 2020 ha infatti rigettato la domanda di addebito proposta da una moglie per i plurimi tradimenti del marito. 

Ovviamente la separazione viene sempre concessa dal Tribunale in questi casi, ma senza riconoscere al coniuge che tradisce la responsabilità del fallimento del matrimonio e, quindi, pronunciare l’addebito. #studiolegalecenerig

𝗦𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗮 𝗖𝗢𝗩𝗜𝗗𝟭𝟵 - 𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘃𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗼

E’ iniziata la “Fase 2”: si torna al lavoro e, dopo i congiunti, si incontrano gli amici. Termina la convivenza forzata h24, che ha messo a dura prova le relazioni familiari e soprattutto i rapporti di coppia, dando una spallata a quelle che erano in crisi già da prima dell’inizio della pandemia o mettendo a nudo le problematiche relazionali latenti. Se si arrivasse ora alla consapevolezza dell’irrimediabilità della crisi e dell’insostenibilità della convivenza, il consiglio è di rivolgersi ad un avvocato che sia esperto della materia, che abbia una formazione interdisciplinare, che sappia negoziare per concludere un accordo soddisfacente nell'interesse, soprattutto, dei figli minori coinvolti, i più esposti alle conseguenze negative di una separazione conflittuale dei loro genitori, che siano sposati o no.

Gli avvocati non hanno tutti la medesima formazione o esperienza, bisogna cercare quello giusto. E nel frattempo che fare? Occorre riflettere sul fatto che litigare aspramente davanti ai figli, offendersi, o ancora peggio, usare la violenza , verbale e fisica, per “avere ragione”, trasmette loro un modello distorto di amore, li educa a ripetere gli stessi comportamenti, ad assimilare un modo sbagliato di agire, a cercare in futuro l’infelicità nel rapporto amoroso, da vittima o da carnefice. Li costringe, nei casi più gravi, a subire la violenza assistita, della quale porteranno i segni per sempre. Alcuni genitori faranno finta di niente, sperando che, tornando alla normalità della giornata lavorativa passata fuori casa, limitando i contatti con il partner al minimo, le situazioni si risolvano da sole. Magari consolandosi per qualche ora tra le braccia di un altro/a, per sopportare di ritornare la sera nell'infelicità di casa propria. Tutto questo non preserva i figli dalla sofferenza di vivere in un contesto , quando va bene, di non amore.

Esistono professionisti della crisi di coppia, psicologi specializzati in percorsi che aiutano a far emergere le reali problematiche, nascoste dietro ai comportamenti sbagliati ed anche, in qualche caso, a risolverle. Soprattutto quando il rapporto è di lunga durata e ci sono figli, la famiglia è un “patrimonio “ da salvaguardare e quindi il consiglio è di provarci, prima di decidere per la separazione .
Siamo fatti per essere felici, non per soffrire... anche se

” 𝐿𝑎 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑖𝑝𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑑𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑣𝑣𝑒𝑛𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑒𝑠𝑡𝑒𝑟𝑛𝑖, 𝑚𝑎 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑖𝑒𝑟𝑎 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑙𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑖𝑎𝑚𝑜: 𝑢𝑛 𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑎𝑏𝑖𝑡𝑢𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑠𝑜𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒, 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑒” diceva Lev Tolstoj.

Per molti il “Basta, ci separiamo! “ però, purtroppo, diventa : “ Domani vado dall'avvocato e vedrai”. Una vera e propria dichiarazione di guerra e allora ... “Voglio il più cattivo, il più spietato, per fargliela pagare, perché mi ha fatto soffrire”. “Faro’ solo quello che deciderà il giudice e se non mi sta bene, farò ricorso”. Cause su cause e nel mezzo, tanta sofferenza, degli adulti e soprattutto dei bambini. Il conflitto si evolve, diventa giudiziario, coinvolge le famiglie di origine, entrano in campo assistenti sociali, CTU, CTP e chi ne ha, più ne metta. Senza scampo, anni e anni e soldi, tanti soldi per le spese legali. Dunque ci sono modi e modi di separarsi, ma si può scegliere. Pensateci bene. Ve lo dice un avvocato #studiolegalecenerig
... Leggi di piùLeggi di meno

𝗦𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗮 𝗖𝗢𝗩𝗜𝗗𝟭𝟵 - 𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘃𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗼  

E’ iniziata la “Fase 2”: si torna al lavoro e, dopo i congiunti, si incontrano gli amici. Termina la convivenza forzata h24, che ha messo a dura prova le relazioni familiari e soprattutto i rapporti di coppia, dando una spallata a quelle che erano in crisi già da prima dell’inizio della pandemia o mettendo a nudo le problematiche relazionali latenti. Se si arrivasse ora alla consapevolezza dell’irrimediabilità della crisi e dell’insostenibilità della convivenza, il consiglio è di rivolgersi ad un avvocato che sia esperto della materia, che abbia una formazione interdisciplinare, che sappia negoziare per concludere un accordo soddisfacente nellinteresse, soprattutto, dei figli minori coinvolti, i più esposti alle conseguenze negative di una separazione conflittuale dei loro genitori, che siano sposati o no.

Gli avvocati non hanno tutti la medesima formazione o esperienza, bisogna cercare quello giusto. E nel frattempo che fare? Occorre riflettere sul fatto che litigare aspramente davanti ai figli, offendersi, o ancora peggio, usare la violenza , verbale e fisica, per “avere ragione”, trasmette loro un modello distorto di amore, li educa a ripetere gli stessi comportamenti, ad assimilare un modo sbagliato di agire, a cercare in futuro l’infelicità nel rapporto amoroso, da vittima o da carnefice. Li costringe, nei casi più gravi, a subire la violenza assistita, della quale porteranno i segni per sempre. Alcuni genitori faranno finta di niente, sperando che, tornando alla normalità della giornata lavorativa passata fuori casa, limitando i contatti con il partner al minimo, le situazioni si risolvano da sole. Magari consolandosi  per qualche ora tra le braccia di un altro/a, per sopportare di ritornare la sera nellinfelicità di casa propria. Tutto questo non preserva i figli dalla sofferenza di vivere in un contesto , quando va bene, di non amore.

Esistono professionisti della crisi di coppia, psicologi specializzati in percorsi che aiutano a far emergere le reali problematiche, nascoste dietro ai comportamenti sbagliati ed anche, in qualche caso, a risolverle. Soprattutto quando il rapporto è di lunga durata e ci sono figli, la famiglia è un “patrimonio “ da salvaguardare e quindi il consiglio è di provarci, prima di decidere per la separazione . 
Siamo fatti per essere felici, non per soffrire... anche se

 ” 𝐿𝑎 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑖𝑝𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑑𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑣𝑣𝑒𝑛𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑒𝑠𝑡𝑒𝑟𝑛𝑖, 𝑚𝑎 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑖𝑒𝑟𝑎 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑙𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑖𝑎𝑚𝑜: 𝑢𝑛 𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑎𝑏𝑖𝑡𝑢𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑠𝑜𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒, 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑒” diceva Lev Tolstoj.

Per molti il “Basta, ci separiamo! “ però, purtroppo, diventa : “ Domani vado dallavvocato e vedrai”. Una vera e propria dichiarazione di guerra e allora ... “Voglio il più cattivo, il più spietato, per fargliela pagare, perché mi ha fatto soffrire”. “Faro’ solo quello che deciderà  il giudice e se non mi sta bene, farò ricorso”. Cause su cause e nel mezzo, tanta sofferenza, degli adulti e soprattutto dei bambini. Il conflitto si evolve, diventa giudiziario, coinvolge le famiglie di origine, entrano in campo assistenti sociali, CTU, CTP e chi ne ha, più ne metta. Senza scampo, anni e anni e soldi, tanti soldi per le spese legali. Dunque ci sono modi e modi di separarsi, ma si può scegliere. Pensateci bene. Ve lo dice un avvocato #studiolegalecenerig

Commenta su Facebook

Finalmente ...torniamo a vivere ..molteplici relazioni ...

Io ho presentato la domanda di separazione a dicembre 2019 e sto ancora aspettando la sentenza in tribunale di separazione.

Дуракам закон НЕ ПИСАН, ИМ БЫ ЖРАТЬ И СПАТЬ

Ma bastaaa

Carica altro

Contatti

(+39) 0735.78.17.16

Uffico

(+39) 393.99.21.112

Cellulare

Via del Correggio 22

San Benedetto del Tronto (AP)

gabriellaceneri@hotmail.com

eMail

info@gabriellaceneri.it

eMail

Richiedi un appuntamento

14 + 6 =

 

Contatti

(+39) 0735.78.17.16

Uffico

gabriellaceneri@hotmail.com

eMail

(+39) 393.99.21.112

Cellulare

Via del Correggio 22

San Benedetto del Tronto (AP)

info@gabriellaceneri.it

eMail

Richiedi un appuntamento

8 + 11 =

Call Now Button